Prevenire è meglio che riabilitare!

Sempre più spesso in televisione vedo la pubblicità della Tena Ladies per le perdite di urina e raffiguranti donne di mezza età sorridenti grazie all’uso di questi dispositivi assorbenti.

Del tipo usa l’assorbente dall’effetto superasciutto e ti dimentichi il problema.

Mi capita di parlare con le donne ed ascoltarle.
E un assorbente non riporta certo il sorriso. L’idea che per uscire una deve avere con se sempre gli assorbenti, che alcuni movimenti sono più a rischio di altri e così la vita cambia.
Rallenta.
Si fanno delle scelte che limitano le azioni quotidiane.
E non sto parlando di mia zia settantenne che si è stufata di fare ginnastica e si è rassegnata all’uso combinato di assorbente e cotone idrofilo, così ad ogni cambio toglie solo il cotone e a contatto con la pelle non ha quella plasticaccia.

Ci sono tante donne che già dopo il primo parto, sia per via vaginale che con taglio cesareo, che sotto i 40 anni hanno già perdite di urina da sforzo o magari arrivano con difficoltà al bagno, o peggio ancora hanno dolore durante i rapporti o sentono molto meno piacere per la lassità dei muscoli.
E non chiedono a nessuno, o forse non sanno a chi chiedere.

Quello che vedo è che se non sono io ad affrontare l’argomento, a chiedere apertamente come sta il loro pavimento pelvico, o a far aleggiare il discorso, nessuna ne parla. Durante una consulenza sono poche le donne che mi dicono di spontanea volontà “io ho perdite di urina” o che mi chiamano proprio per quel motivo.

Tanto da chiedermi chi abbia portato le donne a tacere su un aspetto della loro salute così importante. La chiusura dei medici/ostetriche/ginecologhe/i che spesso non danno spazio durante le visite a far emergere i bisogni “nascosti” di una donna o la società che ha messo un sasso fatto di assorbenti sopra queste disfunzioni?

Perchè è così facile andare incontro a disfunzioni del pavimento pelvico?

Perché siamo stati originariamente progettati per essere quadrupedi e poi ci siamo eretti. Tutto il peso è andato ad appoggiarsi sul pavimento pelvico che non è proprio fatto per quello, si è un po’ adattato ma non del tutto. Gli eccessi di peso che vanno a gravare sul perineo, come obesità e gravidanza, o le modificazioni dei muscoli, come il parto vaginale o alcune pratiche sessuali un po’ invasive, e tutte le sollecitazioni che portano ad un aumento di pressione pelvica, possono modificare il buon funzionamento dei muscoli.

quadrupede-primate-incinta

Nei quadrupedi il peso si scarica sull’addome, sia gli sforzi che il sovraccarico dato dalla gravidanza. L’evento del parto può portare il pavimento pelvico a modificazioni ma non dovendo in seguito sopportare il peso degli organi interni, come le pressioni interne (tosse, sollevamento pesi) che scaricano sugli addominali, non andrà incontro a peggioramenti rapidi o drastici.
Idifferenze-quadrupedi-bipedinoltre la vescica nei quadrupedi non si appoggia sul perineo ma sempre come l’utero va sul versante “pancia”, se lo sfintere uretrale non funzionasse bene non ci sarebbero molte perdite di urina proprio per come è posizionata la vescica. Cosa che non avviene nelle donne perché nella posizione eretta, l’uretra (il tubicino da dove esce la pipì) sta alla base della vescica e per la forza di gravità, se lo sfintere uretrale non tiene bene, ci sarà perdita di urina.
Spostando la posizione del rubinetto che perde, cambieranno le cose! spero che il disegno che ho fatto sia esplicativo!

 

 

andamento-del-pavimento-pelvico-in-funzione-delleta

Questo è un grafico che mostra come l’evento del parto arrechi modificazioni.
Il parto può essere più o meno significativo per i cambiamenti che può portare, ma anche la nascita più dolce e rispettata, cambierà l’assetto dei muscoli. E molto dipende dallo stato di salute del perineo prima del parto.
Il tempo, le continue sollecitazioni delle pressioni interne, il non allenare un muscolo (gli addominali non restano a forma di tartaruga se non vengono allenati con costanza) e le modificazioni ormonali dovute alla menopausa, porteranno i muscoli a diventare sempre meno forti e quindi a sostenere sempre meno il nostro corpo.

Come evitare che questo accada?

Così come per tenere gli addominali scolpiti facciamo tanti crunch, spank o come diavolo si chiamino gli addominali, così per tenere in forma il pavimento pelvico si può fare ginnastica!

Ci sono un bel po’ di studi  che dimostrano come la ginnastica e l’uso dei dispositivi medici risolvano le disfunzioni del pavimento pelvico, come:

  • l’incontinenza da sforzo
  • sindrome della vescica iperattiva
  • miglioramento della vita sessuale

Mi hanno suggerito solo uno studio dove hanno usato la ginnastica come prevenzione in quelle donne dove a sei settimane dopo il parto, il pavimento pelvico non aveva ancora una elasticità e tenuta adeguate (come se fosse la riga più scura nel grafico di sopra)

Negli studi citati hanno preso in considerazione un bel po’ di fattori, dalla ginnastica da sola all’uso dei vari dispositivi. Il messaggio principale è che se ci si attiva, si fanno esercizi e magari si usano anche degli ausili adeguati, allora si può aumentare il tono muscolare, quindi:

  • migliorare lo stato di salute del pavimento pelvico già dopo 6 settimane di esercizi
  • risolvere l’incontinenza urinaria (alcuni studi citano un miglioramento nel 85% dei casi)
  • migliorare lo stato di salute sessuale

Sarà più facile arrivare al parto con un buon pavimento pelvico e “reggere” meglio il colpo, e sarà più facile riprendere il tono muscolare e l’elasticità se si inizia fin da subito dopo il parto e non dopo qualche anno quando ormai le perdite di urina diventano insopportabili, o in menopausa quando per tonificare i muscoli serve molto più sforzo. Se si prende una sana abitudine tutto diventerà più facile e ci saranno meno complicazioni (leggi prolasso degli organi pelvici, si lo so che questa è intimidazione…)

Molte preferiscono il “fai da te”, io suggerisco sempre di trovare un professionista formato che possa sostenere la donna a intraprendere il percorso migliore e più adatto a lei. Qualsiasi sia la scelta, spero però che sia una scelta che porti la donna ad attivare il proprio pavimento pelvico! prossimamente un bel post dedicato a tutti i dispositivi che si trovano in commercio, perchè se si sceglie il “fai da te” che almeno sia di buona qualità per ottenere risultati migliori, perchè anche se bene o male le palline vaginali o della geisha – che tanto vanno di moda – qualcosa fanno, ci sono dispositivi medici che fanno ancora di più!
Restate sintonizzate per i prossimi post sulla prevenzione!

Alcuni studi che mi ha suggerito Pelvik
* Funzione sessuale e qualità della vita nelle donne con incontinenza urinaria da sforzo trattate con un pragramma di riabilitazione completa.( biofeeback, stimolazioen elettrica funzionale, esercizi muscolari per il pavimento pelvico e coni vaginali).
J Sex Med. 2010 Mar;7(3):1200-8. doi: 10.1111/j.1743-6109.2009.01676.x. Epub 2010 Feb 2.- Rivalta M, Sighinolfi MC, Micali S, De Stefani S, Bianchi G.
* Riabilitazione del pavimento pelvico con i coni vaginali di Plevnik nelle donne con incontinenza urinaria.
Acta Med Port. 2005 Mar-Apr;18(2):117-22. Epub 2005 Apr 28. – Belo J, Francisco E, Leite H, Catarino A.
* Pavimento pelvico postparto usando i coni vaginali: non solo come profilassi contro l’ incontinenza urinaria e il prolasso.
Int Urogynecol J Pelvic Floor Dysfunct. 1996;7(4):208-14. – Fischer W, Baessler K.
* Funzione sessuale e qualità della vita nelle donne con incontinenza urinaria da sforzo trattate con un pragramma di riabilitazione completa.( biofeeback, stimolazioen elettrica funzionale, esercizi muscolari per il pavimento pelvico e coni vaginali).
J Sex Med. 2010 Mar;7(3):1200-8. doi: 10.1111/j.1743-6109.2009.01676.x. Epub 2010 Feb 2.- Rivalta M, Sighinolfi MC, Micali S, De Stefani S, Bianchi G.

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Psicologa Cecilia Autelli

Mi chiamo Cecilia Autelli e sono una psicologa. Inoltre, sono iscritta al terzo anno della scuola di psicoterapia a indirizzo cognitivo-neuropsicologico. Nella mia pratica clinica

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