Autopalpazione del seno

Oltre alla mammografia e all’ecografia, una donna può fare molto per se stessa con l’autopalpazione del seno.
Spesso però non c’è sufficiente informazione e il come farla sfugge a molte, per questo nasce questo articolo sulla base delle linee guida dell’OMS proprio per i controlli che la donna può fare su se stessa.
L’autopalpazione purtroppo non riesce a individuare tutte le masse, molte nuove formazioni sono piccoli o non palpabili, e se sia effettivamente in grado di ridurre la percentuale dei tumori è ancora argomento controverso. E’ comunque un buon mezzo per conoscere il proprio corpo e rilevare in tempo modificazioni palpabili e perchè no rilevarle ante tempo rispetto talvolta a ecografie che si effettuano una volta all’anno o alla mammografia che viene proposta a partire dai 50 anni. Deve essere fatta una volta al mese sempre nello stesso periodo del ciclo e usando tecniche specifiche e appropriate.
Per sapere come funziona la prevenzione per il cancro al seno vi invito a leggere questo altro articolo (clicca)

Questa bellissima immagine ci mostra una metafora di come potrebbe apparire il seno se ci fossero delle anomalie, per vederlo meglio basta che clicchiate sopra l’immagine. La trovate nel sito World Wide Breast Cancer


Quando farla
Il seno andrebbe controllato una volta al mese, più o meno dopo 3-6 giorni dall’inizio delle mestruazioni visto che è proprio in quel momento che i livelli ormonali sono più bassi e il seno ha meno ritenzione idrica ed è più facile sentire.

Osservazione
Prima di palpeggiare si inizia con qualcosa di facile e si va a colpo d’occhio in base a come siamo solite riconoscerci. Davanti a uno specchio, inizialmente con le braccia lungo i fianchi e poi alzate sopra la testa, guardiamo come appare il seno.
* Forma
E’ diverso da come lo vediamo di solito? Ha un colore che non è quello delle altre volte? Osserviamo anche la grandezza, l’asimmetria anomala se presente (ricordandoci che i nostri seni il più delle volte sono diversi!), la lucidità data dalla pelle tesa, la grandezza, insomma, qualsiasi cosa che non sia come sempre. Può aiutare guardare il contorno del seno, la posizione che assume e se ci sono dei rigonfiamenti strani
* Aspetto della pelle
La pelle ha il solito colore? arrossamenti, pelle lucida, presenza di nuove vene, arrossamenti localizzati, pelle a buccia d’arancia (pelle gonfia e lucida con grandi pori in profondità) associati anche ai vasi linfatici bloccati
* Capezzoli
hanno la stessa forma o è modificata? come il contorno, il colore, se si infossa o è più prominente, irritazioni squame bianche sui capezzoli, ulcere o piaghette che non guariscono, capezzolo piatto, rovesciato o ritratto sopratutto se il cambiamento è avvenuto recentemente o quando cambia la forma in base alla posizione della donna (piegata in avanti o in piedi)
* Secrezioni
Si deve stare attenti anche alle secrezioni che ci possono essere dal capezzolo. Ad esempio un liquido simili al latte o al siero potrebbe essere normale (soprattutto se esce da più pori sul capezzolo e da entrambi i seni) ma meritano comunque un confronto con il medico, invece secrezioni di altro  colore o di sangue si devono far si o si controllare.

Palpazione

Durante la palpazione si deve senitre l’intera area di ogni seno, compresi i linfonodi (che sono posizionati verso il collo), le ascelle e la parte superiore del torace, dalla clavicola al di sotto del seno e dalle ascelle allo sterno.
Tutta la zona deve essere esaminata 3 volte usando tre modi diversi di tocco: all’inizio in modo leggero, poi uno medio e infine una pressione più decisa.
L’autopalpazione si può fare usando 3 tecniche o modi diversi per poter palpare tutta la superficie del seno senza tralasciare nulla:

– Sezioni a spicchi: questa tecnica è stata sviluppata perchè alcune donne trovano questo movimento della mano più facile da fare. Così il seno viene diviso in spicchi o fette come una pizza, spostando i polpastrelli della mano dall’esterno verso il capezzolo, ogni spicchio o fetta di seno, seguendo quindi l’ordine, viene esaminato.
– Strisce verticali: il movimento dovrebbe iniziare nella zona vicino alle ascelle ascelle e andare verso il centro del torace spostando le dita verso il basso fino a raggiungere l’area sotto il seno e poi di nuovo verso l’alto, fino ad arrivare alla zona in mezzo ai due seni. Andando su e giù, spostandosi sempre un po’ più dai fianchi verso il centro del torace si riesce a sentire tutta la zona che si deve palpare
– Cerchi concentrici: con questa tecnica si usa un movimento circolare partendo da un piccolo cerchio intorno all’areola del capezzolo, e via via il cerchio si allarga sempre più per coprire tutta la superficie del seno.
Oltre al seno si devono palpare anche le zone che circondano il seno come le ascelle e la parte alta del torace.
Con le tre le tecniche, qualsiasi venga scelta, devono essere esaminati entrambi i seni, cercando di fare sempre i tre tocchi diversi facendo attenzione a non usare le punte delle dita ma i polpastrelli, di solito servono due o tre dita e il pollice.
All’inizio potrete sentire diversi noduli o grummi o malloppi, il seno è formato da lobuli di ghiandola mammaria protetti da tessuto lipidico, questi possono essere percepiti proprio come malloppi e solo conoscendosi mese dopo mese una donna sarà in grado di individuare quello che compare di nuovo.

Ovviamente le modificazioni avvertite dalla donna devono essere comunicate al medico, meglio se uno specialista, per comprendere cosa fare o che analisi sono più appropriate.
Ci possono essere dei noduli che compaiono prima e/o durante le mestruazioni, se dopo le mestruazioni successive queste non scompaiono (dopo che c’è stato un altro reset ormonale con le mestruazioni) va mostrato al medico per un controllo. Potrebbe essere solo qualcosa di ormonale o qualcosa che merita un approfondimento.

Fonte: Guidelines for the early detection and screening of breast cancer della WHO

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Psicologa Cecilia Autelli

Mi chiamo Cecilia Autelli e sono una psicologa. Inoltre, sono iscritta al terzo anno della scuola di psicoterapia a indirizzo cognitivo-neuropsicologico. Nella mia pratica clinica

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