Vulvo che? Vulvodinia… quando la vulva diventa un puntaspilli

Anche se sono anni che soffro a causa della vulvodinia non ve ne ho mai parlato. Forse perchè dovevo ancora digerire la cosa, accettarla o dominarla.

La vulvodinia è una bastarda. Non si conoscono effettivamente tutte le cause, ci sono solo ipotesi di fattori che si uniscono e zac! ecco che uno stimolo per tutti normale per noi diventa doloroso.

La vulvodinia è definita come una sindrome di dolore cronico che interessa la zona vulvare e di cui non si conoscono ancora tutti i fattori scatenanti, le cause.

Cosa succede in una vulva con vulvodinia?

Un insieme di cause (non del tutto conosciute) vanno ad agire direttamente sul nervo pudendo che è quello che innerva la vulva, dal glande del clitoride all’ano. Il nervo pudendo risponde a questi stimoli “dannosi” aumentando le fibre nervose e la facilità con cui risponde agli stimoli.
In questo modo un normale stimolo viene percepito come doloroso. Inoltre quando il nervo si incazza fa rilasciare i mastociti. Questi sono un tipo di cellule coinvolte nella risposta infiammatoria ed immunitaria. Quando funzionano in modo “sano” le sostanze che rilasciano servono per proteggere i nostri tessuti. La risposta “infiammatoria” si ha con rossore, gonfiore, dolore al tatto e lesioni ‘funzionali’.

Si ipotizza che i mastociti siano in parte responsabili delle trasformazioni del nervo pudendo, perchè rilasciano il NFG (fattore di crescita del nervo). Varie cause attivano un numero di mastociti superiori alla norma, che rilasciano molte sostanze che creano uno stato infiammatorio anomalo e un doping per il nervo pudendo.

Si crea poi un circolo vizioso. Il nervo pudendo è molto più sensibile e gli basta poco per far ripartire il ciclo, rilascia mastociti e ritorna lo stato infiammatorio.

Cause sconosciute… ??

Non si sa per certo quante o quali siano le cause che causano la vulvodinia. Si pensa ad un insieme di fattori che portano allo scatenarsi dei sintomi, come abbiamo visto prima, ad una attivazione esagerata dei mastociti.

Tra le più frequenti:

  • ipertono muscolare del pavimento pelvico
  • danno o irritazione del nervo pudendo
  • una risposta anomala dei mastociti vulvari a una infezione o ad un trauma
  • ipersensibilità alla candidosi (ma anche candide curate male)
  • ipersensibilità e/o allergie a sostanze chimiche o di altra natura
  • cambiamenti ormonali
  • violenze sessuali e violenze psicologiche
  • uso frequente di antibiotici

Zona Vulvare

Può essere interessata tutta la vulva o alcune delle sue parti, in base alla zona che dove si è risvegliato il nervo e ha deciso di rilasciare sostanze irritanti.

Si distinguono due tipi di vulvodinia:
generalizzata: può colpire varie zone della vulva sempre o in tempi diversi (a singhiozzo), ad esempio una volta il glande del clitoride, un’altra le piccole labbra, un’altra il monte di venere o un altra tutta la vulva
localizzata: il dolore si percepisce di solito in una unica zona della vulva, ad esempio entrata vaginale dopo i rapporti. Ad esempio la vestibolite quando il dolore è localizzato nel vestibolo vulvare (quella piccola zona che sta intorno all’apertura vaginale delimitata dalle piccole labbra e dal clitoride) e la clitoridinia quando il dolore interessa il glande del clitoride.

“Dolore cronico”

Le sensazioni spiacevoli sono varie e non vengono sempre insieme, tanto che alcune donne non le provano tutte:

  • dolore
  • bruciore
  • dolore pungente come una lama o la sensazione di spilli che pungono
  • cute sottile che si irrita facilmente, spesso si taglia
  • gonfiore, spesso si notano i vasi vulvari gonfi, grandi il doppio o il triplo rispetto al normale
  • sensazione di carta velina al posto della pelle “normale”
  • sentirsi “secche”, come se mancasse la secrezione normale vaginale, che si nota soprattutto durante i rapporti sessuali
  • sentire dei coltelli quando si hanno rapporti sessuali con penetrazione

Cronico perchè anche se domata, la vulvodinia resta nascosta, come l’herpes. Quando qualcosa fa incazzare il nervo pudendo, lui si sveglia tutto arrabbiato e son ca##i.
Ma anche perchè per la diagnosi si parla di dolore (e sintomi) persistenti per almento 3 mesi.

Quindi, il dolore può non essere sempre presente ma riattivarsi.
Ad esempio

  • dopo un rapporto sessuale o masturbazione con poco lubrificante o troppo vigorosa,
  • usando gli assorbenti interni o la coppetta mestruale,
  • andando in bicicletta,
  • usando slip/pantaloni/collant che comprimono la vulva,
  • stare molto sedute,
  • detergenti intimi e lubrificanti irritanti,
  • un detergente per i panni irritante o che viene sciacquato male dai vestiti
  • restare con il costume bagnato
  • stare troppo tempo sedute

Come curarsi

Ci sono varie terapie che si possono affrontare. Sia quelle provvisorie per arginare lo stato infiammatorio che terapie con farmaci, TENS e fisiochinesiterapia.

Anche porre attenzione alla alimentazione, allo stile di vita (come vestirsi e con cosa), rilassamento e sport adeguato e a cosa ci si spalma sulla vulva, aiutano a far regredire questa malattia.

Con la giusta terapia si può anche arrivare a sentirsi del tutto libere come anche arrivare ad una condizione “accettabile” dove la vulvodinia si risveglia quando ci sono dei traumi, ma diventano rari e facilmente affrontabili.

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Psicologa Cecilia Autelli

Mi chiamo Cecilia Autelli e sono una psicologa. Inoltre, sono iscritta al terzo anno della scuola di psicoterapia a indirizzo cognitivo-neuropsicologico. Nella mia pratica clinica

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